Tipologie di scommesse sul ciclismo: come funzionano i mercati ADM regola per regola

Anatomia di una giocata sul ciclismo
Una conversazione che ho avuto un mese fa con un ragazzo che si è appena registrato presso un concessionario ADM riassume meglio di tutto il problema di questa pagina. Mi ha chiesto: “Ma il regolamento di una scommessa di ciclismo non è uguale per tutti i bookmaker?”. Mi sono fermato un secondo, e poi ho dovuto spiegare che no, non è uguale per niente. Non a livello strutturale — il regolamento ADM è quello — ma a livello di applicazione pratica: ogni operatore ha le sue regole specifiche su ritiro, parità di tempo, squalifiche successive, e queste sfumature determinano se la vostra scommessa viene pagata o no.
Dal 13 novembre 2025 sono operative in Italia 52 concessioni assegnate a 46 operatori per il gioco a distanza. Tutti questi operatori applicano lo stesso regolamento ADM nella sua intelaiatura giuridica, ma differenziano nei dettagli regolamentari del singolo mercato. Un operatore può rimborsare una scommessa testa a testa se uno dei due ciclisti si ritira durante la corsa; un altro può dichiarare la giocata persa se il ritiro avviene dopo che la scommessa è stata accettata. Sono differenze che, su un anno di puntate, fanno la differenza fra essere in profitto e non esserlo.
L’obiettivo di questa pagina è darvi il manuale di campo. Non un trattato giuridico, ma una guida pratica ai mercati che troverete su un palinsesto ciclistico italiano, con il regolamento ADM come bussola e i casi limite più comuni come avvertenza. Inizio dal mercato più semplice — il vincente assoluto della corsa — e finisco con l’antepost, che è il più tecnico. La regola di lettura è una sola: prima di puntare, leggete sempre il regolamento specifico dell’operatore presso cui giocate. Il “regolamento” è quello che si apre cliccando l’icona delle informazioni accanto al nome del mercato. Pochi lo leggono. Tutti dovrebbero.
Vincente evento
Tre giorni dopo l’arrivo del Giro a Roma 2024 ho visto, online, una scommessa pagata su un ciclista che era arrivato terzo. La spiegazione era nel regolamento del podio firmato. Vi racconto la cosa perché è il singolo dettaglio più importante del mercato vincente evento.
Il vincente evento è la scommessa sul vincitore assoluto della corsa, che si tratti di una corsa di un giorno o di un Grande Giro. Sembra il mercato più semplice, e tecnicamente lo è. Il regolamento ADM prevede che la scommessa si chiuda al momento del podio firmato, ovvero quando il vincitore alza le braccia sul podio ufficiale al termine della corsa. Da quel momento in avanti, la giocata è chiusa: una squalifica successiva — per doping, per irregolarità o per altro — non modifica il pagamento.
La finestra di scommessa per il vincente evento è la più ampia del palinsesto. Sui Grandi Giri, il mercato apre di solito sei o otto mesi prima del via — fine ottobre per il Giro del maggio successivo, fine settembre o ottobre per il Tour. Le quote di apertura sono il momento di maggior valore relativo per chi sa leggere bene la stagione: il bookmaker, in apertura, ha informazioni parziali sui partenti effettivi e tende a sovrapprezzare leggermente i favoriti consolidati e a sottoprezzare gli outsider.
I casi limite del regolamento sono tre, e vale la pena conoscerli. Primo: cosa succede se la corsa viene neutralizzata. Una tappa o una corsa di un giorno neutralizzata per maltempo o per cause di forza maggiore, prima del traguardo, fa decadere la scommessa con rimborso integrale. Secondo: cosa succede se vince un ciclista quotato come “altro”. Tutti i bookmaker offrono un’opzione “altro vincitore” o “campo aperto” sul vincente evento, con quota molto bassa ma utile come copertura se nessun pretendente quotato vince. Terzo: squalifica al podio. Se la squalifica avviene prima del podio firmato la scommessa premia il secondo classificato; se avviene dopo, premia il primo arrivato.
Vincente tappa
Vi pongo una situazione concreta. Avete piazzato 50 euro sulla vittoria di un ciclista alla quattordicesima tappa del Giro. Il ciclista parte regolarmente ma a 80 chilometri dal traguardo si ritira per una caduta. La vostra scommessa: vinta, persa o rimborsata? La risposta varia, e dipende dall’operatore.
Il vincente di tappa è il mercato che vi accompagna giorno per giorno durante un Grande Giro. La struttura è semplice in superficie: si scommette sul corridore che taglierà per primo il traguardo della tappa specifica. La complessità è tutta nel regolamento dei casi limite.
La finestra di apertura del mercato è in genere 24-36 ore prima della partenza della tappa. Alcuni bookmaker italiani aprono il vincente di tappa già alla pubblicazione della tappa precedente; altri aspettano la sera prima del via. La differenza, in termini di valore, è significativa: l’apertura precoce contiene quote di “rumore” che spesso si correggono nelle ore successive man mano che arrivano informazioni su forma fisica, condizioni di squadra e condizioni meteo. Lavorare nell’ultima ora prima della partenza è la finestra dove la quota è più “vera”.
La chiusura del mercato avviene allo start ufficiale della tappa. Da quel momento, la scommessa è bloccata e si attende il risultato. Il regolamento ADM prevede tre casi limite specifici. Primo: il ritiro durante la tappa. Se il vostro ciclista si ritira a corsa iniziata, la scommessa è persa. Tutti i bookmaker italiani applicano questa regola in modo uniforme. Secondo: il ritiro prima della partenza. Se il vostro ciclista era previsto al via ma non parte — ad esempio per malattia comunicata al mattino — il regolamento più diffuso prevede il rimborso. Terzo: la squalifica successiva. Una squalifica del vincitore di tappa per irregolarità in volata o per altro, dichiarata dopo il traguardo, di solito assegna la vittoria al secondo classificato. La scommessa segue la decisione dei giudici di gara: se la squalifica diventa effettiva prima del podio firmato, paga il secondo; se è successiva, ha già pagato il primo.
Le scommesse del 2024 sulla raccolta complessiva del settore aiutano a capire le dimensioni di questo mercato: la raccolta delle scommesse sportive a quota fissa ha sfiorato 19,8 miliardi di euro, di cui oltre 14,3 miliardi online — circa il 72% del totale. Una quota significativa di questo volume, sui Grandi Giri, è generata proprio dai mercati di tappa giornalieri. Per chi punta seriamente, è il mercato dove fare i conti con disciplina giornaliera vale più di qualunque modello complesso.
Una regola operativa che do sempre a chi inizia: non scommettete sul vincente di tappa più di una volta al giorno. La tentazione di “recuperare” con una seconda tappa, lo stesso giorno, è il principale motore di drawdown documentato fra i puntatori amatoriali. Disciplinati nella selezione, una scommessa al giorno, e basta.
Podio
Per chi inizia a scommettere sul ciclismo, il mercato podio è il mio consiglio numero uno. Lo dico dopo otto anni di esperienza, e non perché sia il più facile da indovinare — non lo è — ma perché è il mercato con il miglior rapporto fra varianza accettabile e payout ragionevole. Vi spiego come funziona.
Il podio è la scommessa sul piazzamento di un corridore tra i primi tre della corsa, indipendentemente dall’ordine. Il regolamento ADM è chiaro su questo punto: la giocata si chiude al podio firmato, e tutti i ciclisti tra primo e terzo classificato sono considerati “a podio” senza distinzione di posizione. Esistono varianti: top 5 e top 10, offerte da quasi tutti i bookmaker italiani sui Grandi Giri, con quote progressivamente più basse man mano che si allarga la fascia.
Il vantaggio del podio rispetto al vincente assoluto è statistico. Su un campione di sei pretendenti seri al podio in apertura di Grande Giro, la probabilità che uno specifico corridore arrivi nei primi tre è più o meno il triplo della probabilità che vinca. Il prezzo, di conseguenza, è circa un terzo. Sembra una proporzione neutra, ma la varianza è dimezzata: una caduta a metà corsa di un favorito può fargli perdere la maglia rosa, ma non sempre lo butta fuori dal podio. Per chi gestisce un bankroll, è il mercato che permette di stare in gioco più a lungo.
Sul Giro 2025 il prezzo medio dei pretendenti al podio in apertura era intorno al +250/+400, contro il +700/+1500 del mercato vincente assoluto per gli stessi nomi. Il rapporto fra le due quote — circa 3 a 1 — è il moltiplicatore tipico del mercato in apertura di Grande Giro. Se trovate un nome quotato a podio con un rapporto inferiore a 2,5 a 1 rispetto alla quota di vittoria, è un segnale che il bookmaker considera quel ciclista molto solido sul piazzamento ma non altrettanto sulla vittoria. Vale la pena studiare: spesso indica uno scalatore difensivo, non un attaccante.
I casi limite del podio sono due. Primo: squalifica retroattiva. Caso raro, ma se il primo classificato viene squalificato dopo il podio firmato — antidoping positivo, ad esempio — il regolamento ADM stabilisce che la scommessa pagata sul podio firmato resta pagata. Il bookmaker non ricalcola dopo. Secondo: ritiro prima del podio. Se il vostro ciclista si ritira a corsa iniziata, la scommessa è persa, anche se al momento del ritiro era nei primi tre. Non si paga il “podio virtuale”.
Una nota di valore che pochi competitor citano: nelle Classiche di un giorno, il mercato podio è offerto solo dai bookmaker più strutturati, e la liquidità è ridotta. Se gioco su una Classica, mi limito quasi sempre al vincente o al top 5, che è offerto in modo più affidabile.
Testa a testa
“Le scommesse sportive sono come un iceberg. Il novanta per cento delle scommesse è illegale e si svolge sotto la linea di galleggiamento. È così nel calcio, nel tennis e nell’handball. Non voglio arrivare al giorno in cui il ciclismo, dopo essere uscito dalla valle del doping, debba affrontare anche questo.” Sono parole di David Lappartient, presidente UCI, riprese da Het Laatste Nieuws nel novembre 2025. Le metto in apertura della sezione testa a testa perché senza di loro non si capisce perché questo mercato richiede un capitolo a sé.
Il testa a testa è il confronto diretto fra due ciclisti scelti dal bookmaker. La scommessa premia chi dei due arriva meglio piazzato — non chi vince la corsa, ma chi finisce davanti all’altro. È un mercato apparentemente semplice, in realtà complicato dal regolamento dei casi limite e dalla sua natura intrinsecamente vulnerabile.
Il regolamento ADM applicato dai concessionari italiani prevede tre scenari principali. Il ritiro di uno dei due ciclisti viene gestito in modi diversi: la maggior parte dei bookmaker dichiara la scommessa persa per chi ha puntato sul ritirato, e vinta per chi ha puntato sull’altro. Una minoranza di operatori rimborsa la giocata in caso di ritiro nelle prime due ore di gara. Verificate sempre il regolamento specifico. Il ritiro di entrambi i ciclisti porta sempre al rimborso. La parità di tempo al traguardo — caso più comune di quanto si pensi sui Grandi Giri, dove i big arrivano regolarmente nello stesso gruppetto — è gestita di solito con la regola “vince chi è meglio piazzato in classifica generale al momento dell’arrivo della tappa”. Anche qui esistono variazioni operatore per operatore.
L’articolo UCI 1.1.088 in vigore dal 2019 vieta a tutti i titolari di licenza UCI di organizzare scommesse o di scommettere, direttamente o tramite intermediari, su gare ciclistiche, con sanzione fino a due anni e revoca della licenza. La cornice regolatoria è severa proprio perché il testa a testa è il mercato più esposto a manipolazione: due ciclisti, una decisione che può essere influenzata da poco — un compagno di squadra che si sacrifica, un cambio di tattica nelle ultime due ore — e un payout simmetrico per il bookmaker. È esattamente per questa esposizione che l’UCI sorveglia il mercato testa a testa più di tutti gli altri, e il portavoce UCI ha confermato che l’analisi delle scommesse messe in offerta dagli operatori, e dei pattern anomali, è un’attività regolare della Federazione.
Per chi punta, la regola operativa è semplice: il testa a testa ha senso solo quando i due ciclisti sono entrambi candidati realistici al risultato di giornata. Comprare un testa a testa fra due gregari, o fra un favorito e un gregario, significa quasi sempre comprare rumore. Lo stesso discorso vale per il compagno di squadra che si sacrifica: caso documentato in tutti i Grandi Giri, dove un ciclista quotato come pretendente in un testa a testa decide tatticamente di tirare per il capitano e arriva con un distacco volontario di due o tre minuti. La quota perde, e il vostro modello statistico non aveva nessuna possibilità di prevederlo.
Una nota chiude. La profondità del palinsesto testa a testa è il segnale più affidabile della liquidità di un mercato ciclistico. I bookmaker italiani offrono in media 240 mercati testa a testa per la sola seconda settimana del Tour de France, contro 90 per la stessa fase del Giro. Più mercati testa a testa significa più opzioni per costruire posizioni di valore — ma anche più rumore e più tentazione di sovra-scommettere. Per un’analisi approfondita di come si lavora un singolo testa a testa di tappa con il modello quantitativo, rimando alla pagina dedicata su come si costruisce una posizione di testa a testa.
Migliore della lista
“Migliore della lista” è il mercato meno conosciuto e più sottovalutato del palinsesto ciclismo. Se dovessi indicarvi una singola tipologia di scommessa dove il valore è ancora documentabile in modo regolare, sceglierei questa. E vi spiego perché.
Il regolamento è semplice: il bookmaker raggruppa tre, quattro, cinque o sei corridori in una “lista” e propone una scommessa singola sul corridore della lista che si piazzerà meglio nella corsa o nella tappa. La differenza rispetto al testa a testa è che si confrontano più di due nomi, e la differenza rispetto al vincente di tappa è che non serve vincere — basta arrivare davanti agli altri della lista.
Il mercato esiste in due varianti principali. La versione tappa propone una lista di tre-cinque pretendenti alla vittoria di tappa, e premia chi della lista arriva primo al traguardo. La versione corsa propone una lista di quattro-sei pretendenti al podio finale, e premia chi della lista chiude meglio piazzato in classifica generale. Le quote tipiche sono fra +180 e +500 in formato americano, ovvero fra 2,80 e 6,00 in decimale.
Il valore di questo mercato sta in tre fattori. Primo: la lista è scelta dal bookmaker, e quindi la composizione contiene un’opinione del trader. Quando un bookmaker include nella lista un corridore inaspettato — un giovane emergente, un nome non quotato come favorito — è un segnale che il trader vede qualcosa nei suoi dati. Vale la pena prendere questo segnale sul serio. Secondo: la varianza è inferiore al vincente di tappa. Con cinque pretendenti scelti, la probabilità che almeno uno della lista arrivi primo è significativamente alta, e la quota proposta riflette questa probabilità in modo non sempre efficiente. Terzo: il payout è migliore. Il margine bookmaker su questo mercato è in media il 14-15%, leggermente superiore al testa a testa ma con offerte più variegate.
Quando ha più valore del vincente assoluto? Sui Grandi Giri, sulle tappe di mediomontagna ondulate, dove la probabilità che la fuga arrivi è alta e il vincente di tappa specifico è quasi impossibile da prevedere. Lì la “migliore della lista” applicata a una selezione dei migliori scalatori del drappello in fuga, una volta formato, è spesso una posizione vincente in valore atteso. Nelle Classiche di un giorno, il mercato ha valore quando la lista include due o tre puncheur e due o tre velocisti veloci: leggere il finale specifico — sprint puro o salita — è sufficiente a inclinare la quota.
Velocità media
Vi confesso che il mercato velocità media è l’unico, in tutto il palinsesto del ciclismo, dove il regolamento ADM ha definito fasce ufficiali standardizzate. Per chi viene dal calcio o da altri sport, sembra una stranezza. Per chi conosce il ciclismo professionistico, è una delle scommesse più analitiche e più sottovalutate.
Le fasce ufficiali sono cinque. Velocità media inferiore o uguale a 39 km/h, fra 39 e 40, fra 40 e 41, fra 41 e 42, e superiore a 42 km/h. Il regolamento ADM stabilisce che il tempo ufficiale di tappa è quello dichiarato dal cronometraggio della corsa al momento del podio firmato del vincitore. Una squalifica successiva o un ricalcolo dei tempi non modifica il risultato del mercato: la velocità media è quella ufficialmente registrata al traguardo.
Per capire dove cercare valore, va capita prima la fisica della velocità media. Le tappe pianeggianti tipicamente chiudono fra i 41 e i 45 km/h di media, con i picchi più alti registrati sulle tappe corte e ventose dove la fuga del giorno fallisce e il gruppo tira a velocità sostenute. Le tappe di mediomontagna oscillano fra i 39 e i 43 km/h. Le tappe di alta montagna, soprattutto i tapponi alpini, scendono regolarmente sotto i 38 km/h. Le cronometro individuali sono fuori scala, ma per quelle il mercato della velocità media non viene proposto: si scommette direttamente sul tempo ufficiale del vincitore.
Il valore di questo mercato sta nelle tappe ibride, quelle dove la velocità media è imprevedibile a priori. Una tappa di mediomontagna con vento a favore prolungato può chiudere a 44 km/h se la fuga del giorno fallisce subito; la stessa tappa con pioggia e vento contrario può chiudere a 36 km/h. La fascia “39-40 km/h” su una tappa di mediomontagna è quasi sempre la fascia centrale del book, quotata intorno a +200, ma in condizioni meteo adverse il valore reale di quella fascia spesso supera il fair price implicito.
Una regola di lettura: il mercato velocità media va sempre giocato la sera prima della tappa, mai la mattina. Il bookmaker aggiorna le quote nelle ultime sei ore prima del via in funzione del meteo aggiornato, e a quel punto le inefficienze sono già state corrette. Il valore si trova nella finestra 18-24 ore prima del via, quando le quote di apertura riflettono il “profilo medio” della tappa senza considerare le previsioni meteo specifiche.
Ciclisti italiani sul podio
Il mercato “ciclisti italiani sul podio” è puro storytelling commerciale, e questo è il primo dato che dovete tenere a mente. Coppi, Bartali, Pantani, Nibali — il nostro paese ha una tradizione ciclistica dorata, e il mercato sì/no sul podio italiano in un Grande Giro gioca esattamente su quella memoria emotiva. Vi spiego perché, statisticamente, il “no” è quasi sempre la posizione di valore.
Il regolamento è semplice. Il bookmaker propone una scommessa binaria: almeno un corridore con nazionalità italiana FIGC tesserato salirà sul podio finale della corsa? Sì o no. Le quote tipiche, in apertura di Grande Giro, sono +180/+220 per il “sì” e -250/-300 per il “no”. A prima vista sembrerebbero quote che danno per scontata l’assenza dell’italiano dal podio.
I dati confermano il sentimento del mercato. Negli ultimi cinque Giri d’Italia, solo due edizioni hanno avuto un corridore italiano sul podio finale. Negli ultimi cinque Tour de France, zero. Nelle ultime cinque Vuelte, una. La probabilità implicita del “no” su un Grande Giro generico, basata sui dati storici recenti, è dell’80-85%. La quota a -250 corrisponde a una probabilità implicita del 71%, a -300 del 75%. Anche la quota più conservativa lascia margine al “no” come posizione di valore in apertura.
Il punto è capire quando il “sì” diventa interessante. Tre situazioni specifiche. Primo: quando un giovane italiano under 25 ha appena vinto una corsa a tappe di livello WorldTour nelle settimane immediatamente precedenti. Il prezzo del “sì” si comprime ma resta spesso sopra il fair value, perché il mercato tarda a riallineare. Secondo: quando il calendario di un Grande Giro ha un dislivello sopra i 50.000 metri totali e l’italiano in questione è uno scalatore puro, di seconda fascia ma in forma. Terzo: quando un italiano è il leader della classifica generale dopo una settimana di corsa, e il prezzo del “no” rimane stabile per inerzia.
I dati attuali sui posizionamenti italiani nei Grandi Giri non sono incoraggianti. Da due decadi la generazione che dovrebbe eredito Pantani e Nibali fatica a esprimere un dominatore di valore, e il ranking UCI 2025 conferma la tendenza: Pogačar 11.680 punti, Vingegaard 5.924, Del Toro 6.711 — gli italiani in classifica sono fuori dai primi dieci. Per chi punta su questo mercato, è importante separare la nostalgia dalla matematica. Coppi e Bartali sono memoria storica meravigliosa. Coppi e Bartali non determinano la quota di un Grande Giro 2026.
Una nota di prudenza. Il “ciclisti italiani sul podio” è un mercato venduto in modo molto aggressivo dai bookmaker italiani per ovvi motivi di mercato locale. Il margine bookmaker, su questa specifica scommessa, è in media del 16-18%, più alto di quasi tutti gli altri mercati ciclistici. Sapere che state pagando un margine sopra la media del 4-6% rispetto al vincente di tappa è un’informazione che cambia l’analisi di valore.
Antepost
L’antepost è il mercato a lungo termine sul vincitore di un evento, aperto mesi prima del via. È il mercato che mi ha dato i ritorni più alti in carriera — e anche le perdite più frustranti, perché un bankroll vincolato sei mesi su una posizione persa è un costo opportunità reale. Vi do la mappa.
Il regolamento ADM dell’antepost contiene una clausola fondamentale: la regola della non-partenza. Se il ciclista su cui avete scommesso non parte alla corsa — perché si è infortunato, malato, perché la squadra ha cambiato programma — la maggior parte dei bookmaker italiani rimborsa la giocata. Una minoranza la dichiara persa con la motivazione che “la scommessa era sul partente effettivo”. Verificate il regolamento prima di puntare. Su un antepost di Grande Giro aperto sei mesi prima, la probabilità di non-partenza per un favorito è documentabile fra il 6% e il 12%, e questa percentuale incide direttamente sul valore atteso della scommessa.
Le finestre di apertura degli antepost variano per evento. Sui Grandi Giri, la finestra principale apre fra sei e otto mesi prima del via, con tre micro-finestre di riallineamento: presentazione ufficiale del percorso, fine della stagione precedente, primi venti giorni di gennaio dopo le prime corse stagionali. Sulle Classiche di un giorno, gli antepost sono molto più brevi — di solito quattro o sei settimane prima — e meno significativi in termini di valore. Sui Mondiali UCI, gli antepost si aprono in luglio per l’evento di settembre.
Il payout degli antepost di Grande Giro è tipicamente del 88-90%, leggermente sotto il payout dei mercati di tappa. Il margine bookmaker più ampio si giustifica con il rischio assunto dall’operatore — sei mesi di esposizione finanziaria — ma per chi sa lavorare nelle finestre di apertura, è un margine più che compensato dalle inefficienze di prezzo iniziali.
Le finestre di valore più documentate sull’antepost sono tre. La finestra autunnale, da fine ottobre a fine novembre, dove i prezzi degli outsider sono sistematicamente sopra il fair price perché il mercato non ha ancora discriminato fra “candidato vero” e “candidato di marketing”. La finestra primaverile, da fine febbraio a metà aprile, dopo le corse a tappe primaverili che danno indicazioni concrete di forma. La finestra di pre-corsa, le 72 ore prima del via, dove le quote diventano l’incrocio fra l’opinione del bookmaker e l’opinione del pubblico — e qui il valore è quasi sempre nel “contro-favorito” specifico.
Una nota chiude. L’antepost richiede una disciplina di gestione del bankroll più rigorosa di qualunque altro mercato. La regola che applico io: mai più del 30% del bankroll antepost su un singolo nome, mai più del 60% del bankroll antepost su un singolo evento, e capitale antepost sempre separato dal capitale di puntate giornaliere. Confondere i due bankroll è il primo errore documentato fra chi inizia su questo mercato.
Domande frequenti sui mercati di scommessa ciclismo
Cosa succede alla scommessa testa a testa se uno dei due ciclisti si ritira?
Il regolamento varia per operatore. La maggior parte dei concessionari ADM dichiara la scommessa persa per chi ha puntato sul ritirato e vinta per chi ha puntato sull’altro. Una minoranza di operatori rimborsa la giocata se il ritiro avviene nelle prime due ore di gara. Se entrambi i ciclisti si ritirano, la scommessa è sempre rimborsata. Verificate sempre il regolamento specifico del vostro operatore prima di piazzare la giocata, perché le sfumature applicative determinano l’esito della scommessa.
Quali fasce di velocità media prevede il regolamento ADM?
Le fasce ufficiali sono cinque: inferiore o uguale a 39 km/h, fra 39 e 40, fra 40 e 41, fra 41 e 42, e superiore a 42 km/h. Il regolamento stabilisce che il tempo ufficiale è quello dichiarato dal cronometraggio della corsa al podio firmato. Squalifiche successive o ricalcoli dei tempi non modificano il risultato del mercato. Le tappe pianeggianti chiudono tipicamente fra 41 e 45 km/h, le tappe di alta montagna scendono spesso sotto i 38 km/h.
Come si chiude la scommessa vincente tappa in caso di squalifica successiva?
Il principio generale è che la giocata segue la decisione dei giudici di gara al momento del podio firmato. Se la squalifica del primo classificato avviene prima del podio firmato, la scommessa paga il secondo classificato. Se la squalifica è dichiarata dopo il podio firmato, ad esempio per un controllo antidoping positivo, il bookmaker non ricalcola e la giocata è già stata pagata sul vincitore originale. Il rischio di una squalifica retroattiva, in pratica, è a carico del ciclista, non dello scommettitore.
La scommessa ciclisti italiani sul podio è un mercato sì o no o multipiazzato?
Sui Grandi Giri il mercato standard è binario sì o no: almeno un corridore di nazionalità italiana salirà sul podio finale. Le quote tipiche di apertura sono +180/+220 per il sì e -250/-300 per il no. Alcuni bookmaker offrono anche una variante multipiazzata, con quote distinte per quanti italiani saranno sul podio finale, ma è offerta meno frequentemente e con margini più ampi. Statisticamente, negli ultimi cinque Giri solo due edizioni hanno avuto un italiano sul podio finale, e la posizione del no in apertura è quasi sempre quella di valore.
Preparato dagli editori di «Scommesse Online Ciclismo».